Collana "In veritate libertas"

Diretta da Francesco Antonio Grana

La Chiesa di Francesco

di Francesco Antonio Grana

Anno 2014 € 20



Un Papa marxista o il prodotto riuscito di un'azione di marketing ecclesiale dopo la vicenda Vatileaks e gli scandali della pedofilia, dello Ior, delle lobby, gay e non? È la domanda a cui risponde Francesco Antonio Grana, vaticanista de ilfattoquotidiano.it, nel suo nuovo libro "La Chiesa di Francesco" (L'Orientale Editrice). "La rivoluzione di Papa Francesco - scrive Grana - in dodici mesi ha abbattuto muri che soltanto un anno prima sembrava impossibile far crollare. Con una velocità record, a dispetto dei tempi biblici della bimillenaria Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio è andato subito al cuore dei problemi incarnando nel suo pontificato le richieste emerse nelle congregazioni generali che hanno preceduto il conclave che lo ha eletto". Nel volume rivivono i primi dodici mesi del pontificato di Bergoglio con uno sguardo alle sfide che lo attendono ancora. "La rivoluzione di Papa Francesco - conclude Grana - ha altri muri da abbattere: la Curia 'vaticano centrica' e 'la lebbra della corte del papato' (copyright di Bergoglio)".


Fratelli e sorelle buonasera

di Francesco Antonio Grana

Anno 2013 € 15

 

Sulla scrivania di Papa Francesco ci sono ancora i due tomi del voluminoso dossier Vatileaks. Come si confronterà Bergoglio con la politica del Segretario di Stato di Benedetto XVI, Tarcisio Bertone? Quali saranno le sue decisioni sullo Ior, la banca vaticana, sull’antiriciclaggio, sulla trasparenza finanziaria, sulle nomine episcopali monopolizzate dal porporato salesiano nei sette anni in cui è stato il "premier" di Ratzinger? Sono solo alcune delle domande che emergono dal nuovo libro del vaticanista de ilfattoquotidiano.it, Francesco Antonio Grana, intitolato "Fratelli e sorelle buonasera" (L'Orientale Editrice). Nel volume vengono fotografati i primi passi di quello che è già stato ribattezzato "il Papa dell'austerità" per le sue rinunce a vivere nell'opulenza dell'appartamento pontificio del Palazzo Apostolico vaticano, a indossare la croce pettorale d'oro "d'ordinanza" e le tradizionali scarpe cremisi, e a utilizzare la macchina ufficiale targata SCV1. Ma Grana sottolinea anche le sfide che Bergoglio ha ereditato dal suo diretto e vivente predecessore e il rischio di una sconfessione in vita per l'ormai Papa emerito. Nel volume vengono svelati anche alcuni aneddoti delle votazioni del conclave che ha eletto Bergoglio, del rapporto tra l'allora cardinale arcivescovo di Buenos Aires e la Curia romana e i motivi che hanno spinto Papa Francesco a scegliere otto cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa e per studiare una riforma della macchina curiale. "Papa Bergoglio - scrive Grana -, nel ventunesimo secolo della storia della Chiesa di Roma, tra la piaga della pedofilia e il carrierismo, è chiamato proprio ad affrontare la sfida.

 

Il tweet del Papa

di Francesco Antonio Grana

prefazione di Paola Saluzzi

Anno 2013 € 18

 

"Santità finga di pregare". È ciò che disse a Giovanni XXIII il cineoperatore del tg unico della Rai, Giulio Giandinoto, durante le riprese del documentario su "La giornata del Papa". Questo e altri aneddoti sono raccontati dal giornalista Francesco Antonio Grana nel suo nuovo libro "Il tweet del Papa", edito da L'Orientale Editrice, prossimamente in libreria. Una storia della comunicazione ecclesiale attraverso i documenti del magistero dei Pontefici, da Pio XI a Benedetto XVI, la vita dei media vaticani, con una fotografia della Sala Stampa della Santa Sede e i blog dei vaticanisti, il tutto intersecato dal racconto del rapporto dei Vescovi di Roma con i mezzi di comunicazione sociale. Si parte dal primo tweet di Benedetto XVI su un iPad, datato 28 giugno 2011, con il quale il Papa ha dato l'avvio al nuovo portale della Santa Sede che comprende tutti i media vaticani (www.news.va). "Il primo Papa a comparire davanti a una cinepresa - scrive Grana - fu il Pontefice della "Rerum novarum", Leone XIII, che si lasciò filmare nei giardini vaticani da un operatore dei fratelli Lumière nel 1896. Papa Pio XI si misurò con il fenomeno dilagante del cinema dedicandogli la lettera enciclica "Vigilanti cura" nel 1936. Il suo successore, Pio XII, aveva già compreso appieno le grandi potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione di massa. Papa Pacelli, infatti, usava continuamente i radiomessaggi, compariva nei cinegiornali e nel 1942 girò perfino un film su se stesso intitolato "Pastor angelicus". La comunicazione della Chiesa - sottolinea Grana - rispetto ai problemi di salute dei successori di Pietro è profondamente cambiata in questo ultimo quarto di secolo. Se all’inizio del Novecento la malattia e la morte di un Papa erano circondate da impenetrabili silenzi, con Giovanni Paolo II il mondo è stato informato in tempo reale delle condizioni di salute del Pontefice, a volte dalla voce dello stesso malato. Di Karol Wojtyła i media hanno registrato l’intero progredire della malattia sul suo corpo, dal tremolio della mano, iniziato nel 1992, fino all’impossibilità di camminare e poi di parlare nei suoi ultimi giorni di vita". Nel volume di Grana risuonano anche le parole profetiche del cardinale Carlo Maria Martini sulla comunicazione condensate dal porporato ambrosiano nella storica lettera pastorale "Il lembo del mantello". "Il libro - scrive Paola Saluzzi nella prefazione - si scorre tanto volentieri, per l'altezza del "Protagonista" e per come tutto si intersechi con tutto: si parte da un clic per coinvolgere anche i punti più lontani della Terra. Papa Giovanni Paolo II inviò la prima mail "papale". Twitter arriva non troppo tempo dopo. E l'entusiasmo di giovani di fede e di talento si scatena. E c'è chi, tra loro, ha il compito di raccontare". Come ricorda Benedetto XVI "i media portano nel mondo quello che facciamo e quello che diciamo… a volte dobbiamo aggiustarlo un po’, ma cosa saremmo senza il loro servizio?".

 

Il cortile dei gentili

di Francesco Antonio Grana

con un inedito del cardinale Michele Giordano

prefazione di Fulvio Tessitore

Anno 2011 € 16

 

«Agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli "di routine", che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede». Lucidissima e sconvolgente è l'analisi di Benedetto XVI. Il suo pontificato diventa così il tempo della nuova evangelizzazione, soprattutto nei Paesi occidentali che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società. «Io penso - afferma Ratzinger - che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di "cortile dei gentili" dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa». Alle parole del Papa fanno eco quelle scritte dal cardinale Michele Giordano, scomparso il 2 dicembre 2010, nel suo ultimo articolo che viene pubblicato postumo dal giornalista Francesco Antonio Grana nel suo libro "Il cortile dei gentili". «La Chiesa - scriveva il porporato - deve essere un segno credibile, dando agli uomini del nostro tempo in modo inequivocabile la testimonianza evangelica di distacco dal danaro e dai beni di questo mondo, di distacco dal potere e da tutto ciò che lo conferisce o lo mantiene; quindi una testimonianza di povertà, di disinteresse, di umiltà, di sincerità, di purezza, di carità». E aggiungeva: «Il nostro modo incoerente di vivere la fede è oggi per molti una pietra d'inciampo, uno scandalo». Il cortile dei gentili può essere la soluzione alla cristianofobia, termine nuovo nel lessico pontificio? Può contribuire al dialogo interreligioso, alla conoscenza delle diverse realtà, delle diverse culture, alla convivenza di tutti i popoli del pianeta? Può riabilitare in Europa e in tutto il mondo occidentale Dio e i valori della fede cristiana? Francesco Antonio Grana analizza l'idea ratzingeriana del cortile dei gentili, sottolineandone le differenze con la "cattedra dei non credenti" realizzata oltre venti anni fa a Milano dal cardinale Carlo Maria Martini, e tratteggia, alla vigilia dell'anno della fede, il profilo del pontificato di Benedetto XVI teso a rimettere al centro la questione su Dio. Il volume di Grana è arricchito dalla prefazione di Fulvio Tessitore, già Rettore dell'Università di Napoli "Federico II" e Senatore della Repubblica, che nel 1994, insieme all'allora cardinale Joseph Ratzinger, inaugurò l'anno accademico della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale. «Mi compiaccio - scrive Tessitore - per il generoso entusiasmo di Francesco Antonio Grana e mi complimento con lui per la fedeltà che sa concepire per Benedetto XVI e per la gratitudine che sa conservare verso il cardinale Giordano, due grandi uomini di Chiesa».



Santo Padre

Le omelie di Benedetto XVI per Giovanni Paolo II

a cura di Francesco Antonio Grana

Anno 2011 € 20

 

«L’idea di questo libro me l’ha data Papa Benedetto XVI. Quando sono stato ricevuto da lui nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico insieme con il cardinale Michele Giordano – ricorda Francesco Antonio Grana – ho potuto constatare di persona il grande affetto che il Santo Padre nutre per il suo diretto predecessore. Lo sente accanto ogni giorno nella sua difficile missione sulla cattedra di Pietro». «Mi sembra di sentire la sua mano forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: “Non avere paura!”», disse Benedetto XVI dopo la sua elezione ai cardinali elettori riuniti nella Cappella Sistina. «Rendo grazie a Dio per la presenza e l’aiuto del cardinale Ratzinger, che è un amico fidato», scrisse Giovanni Paolo II nel suo penultimo libro. Dal grande legame tra Joseph Ratzinger e Karol Wojtyła è nata l’idea di pubblicare le omelie di Benedetto XVI per Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione del grande Papa polacco, fortemente voluta dal suo successore. «Spero che la Provvidenza conceda presto la beatificazione e la canonizzazione del nostro amato Papa Giovanni Paolo II», parola di Benedetto XVI.



Benedetto XVI oltre le mode del pensiero

di Francesco Antonio Grana

prefazione del cardinale Michele Giordano

introduzione di Ermanno Corsi

Anno 2009 € 20

 

Francesco Antonio Grana presenta al lettore Benedetto XVI nella sua autenticità, sottraendolo ai cliché che gli sono stati applicati. Dalla revoca della scomunica ai lefebvriani, alle dichiarazioni su Aids e preservativi, dallo scandalo dei preti pedofili fino all’enciclica Caritas in veritate. «Francesco Antonio Grana - scrive Ermanno Corsi nell’introduzione - mette bene in rilievo i limiti del giornalismo, troppo spesso schierato pregiudizialmente a favore di una tesi a danno di un’altra; troppo spesso schematico e prigioniero dei luoghi comuni e delle facili classificazioni». «Il volume - scrive il cardinale Michele Giordano nella prefazione - sollecita, in modo corretto e chiaro, quelle domande sollevate dalla religione, dalla fede e dall’etica e fatte proprie da Benedetto XVI, perché il messaggio cristiano continui a essere uno dei pilastri su cui costruire il bene dell’intera società europea e seminare la pace».



Come comunicare la Chiesa. Come la Chiesa comunica

di Francesco Antonio Grana

prefazione del cardinale Michele Giordano

Anno 2008 € 18

 

«Oggi viviamo un paradosso: proprio nelle società della rivoluzione multimediale e cibernetica, dove la comunicazione umana dovrebbe essere ai massimi livelli di autenticità, si registrano i più alti tassi di solitudine e di incomunicabilità. È quanto accade nella società che pone tutti nella rete, internet. Perché questo accade? Quali sono le vie per risollevarsi dal baratro di rapporti superficiali, di forte debolezza comunicativa? Come riuscire a penetrare in profondità, svelando se stessi e l’altro, e attingere alla vita vera? L’interessante quanto solida analisi offerta dall’opera di Francesco Antonio Grana non distilla facili soluzioni, ma s’impegna a indagare nell’abbondanza dei documenti della Chiesa cattolica quella “sapienza ecclesiale”, che dovrebbe istruire le coscienze e orientare i cuori. Illuminata dal magistero, l’intelligenza dell’operatore della comunicazione potrà responsabilmente corrispondere alla realtà delle vicende degli uomini, con uno sguardo vero. Uno sguardo che ha la capacità di comprendere in profondità il fatto (intus-legere), di superarlo restituendogli senso e verità. Di alzarlo al rango di nuova umanità. In questo lavorìo che scandaglia il volto della Chiesa, aperta a interpretare “i segni dei tempi”, quella di Francesco Antonio Grana è un’opera di “carità intellettuale”, secondo la bella espressione del Beato Antonio Rosmini. Qui, infatti, si ritrovano, in efficace sintesi, le affermazioni centrali dell’insegnamento cattolico sulla comunicazione, in un’indagine non solo teoretica, ma di discernimento pratico e sapienziale su “come di fatto vanno le cose nell’attuale fenomeno comunicativo”».

Michele Card. Giordano



Compromettiti con Dio

La rivoluzione di Benedetto XVI

di Francesco Antonio Grana

prefazione del cardinale Michele Giordano

Anno 2007 € 20



 

«Nate da chi si lascia nutrire quotidianamente da una fede convinta, le pagine del presente volume esprimono con sincerità ed essenzialità il volto di un pontificato che coinvolge chi crede e, per la sua razionalità e umanità, meraviglia anche chi non crede. Attraverso la puntuale documentazione riportata da significativi testi e articoli di riviste e giornali, l’autore individua nel Magistero del Santo Padre la grande medicina della trascendenza come sfida incisiva a un tipo di mentalità che ama nascondere la condizione umana nell’involucro del nulla e nell’idolatria del profitto».

Michele Card. Giordano